V.28 L'origine dell'agricoltura



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Dal Vicino Oriente all'Europa.

Dopo la scoperta del fuoco, è stata l'agricoltura a determinare i cambiamenti più rivoluzionari nella storia del genere umano. La pratica dell'agricoltura e dell'allevamento degli animali, infatti, ha cambiato un modo di vita che, per certi aspetti, durava da due milioni di anni.
Da un'economia di tipo predatorio, basata sulla caccia, la pesca e la raccolta di frutti, semi e radici, in età neolitica gli uomini lentamente passarono ad un'economia di produzione del cibo.
Nel corso del tempo gli effetti dell'agricoltura produssero una serie di cambiamenti radicali: un forte incremento demografico, un notevole sviluppo delle tecniche produttive, una vistosa trasformazione dell'ambiente naturale.
Fu così che, rendendo possibile l'accumulazione di eccedenze alimentari, si crearono le condizioni indispensabili per il sorgere della civiltà urbana.
L'agricoltura seminativa (grano, orzo e leguminose) e l'allevamento praticate in Europa (capra, pecora, bue, maiale e in seguito anche cavallo) hanno avuto origine nelle zone collinari e nei bacini inframontani del Vicino Oriente.
All'inizio si tratta di un'agricoltura a zappa che sfrutta territori con scarsa piovosità (la cosiddetta arido-coltura). In seguito villaggi agricoli sorsero anche nelle pianure alluvionali della Mesopotamia, dove le precipitazioni sono del tutto insufficienti (non più di 30 cm. all'anno), ma le terre sono ricche di acque, seppur sotto forma di acquitrini. Drenaggio dei terreni, arginatura dei corsi d'acqua, irrigazione artificiale dei campi hanno reso possibile lo svilupparsi di un'agricoltura più evoluta. E' nelle terre alluvionali della Fertile Mezzaluna che è stato inventato l'aratro.
Le nuove tecniche agricole consentono di produrre un'eccedenza alimentare, cioè di disporre di più cibo di quanto sia necessario alla sopravvivenza della comunità. E' questa la condizione indispensabile per la nascita della più antica civiltà urbana, quella dei Sumeri.
Dal Vicino Oriente l'agricoltura si diffonde nel bacino del Mediterraneo e poi nell'Europa continentale e settentrionale.
L'introduzione e lo sviluppo dell'agricoltura in Europa furono compiti tutt'altro che facili : ci vollero circa 3000 anni perchè specie vegetali e animali esotiche potessero adattarsi a condizioni ecologiche profondamente diverse dai loro paesi d'origine. Va ricordato che nell'Europa neolitica esistevano allo stato selvatico solo bovini e suini, mentre la capra e la pecora sono state importate dal Vicino Oriente.
Un compito immane aspettava le comunità neolitiche.
Il continente europeo era interamente coperto dalla foresta e per creare campi e pascoli fu indispensabile intraprendere una colossale opera di disboscamento. Lo strumento fondamentale per questa impresa della civiltà neolitica fu l'ascia di pietra verde levigata.

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